Gli IAA interventi assistiti con animali (per therapy) seguono il modello biopsicosociale, un approccio terapeutico che si contrappone al classico modello biomedico. Mi spiego meglio…

Sono agli anni ’50 il concetto di salute veniva associato all’assenza di malattia e per tale motivo l’attenzione si è sempre focalizzata sulla malattia e sul disagio e conseguentemente a come curarli (modello biomedico).

Gli studi recenti evidenziano che un individuo che non soffre di alcuna malattia non si trova necessariamente in una condizione di “benessere”; questo significa che l’individuo, e quindi anche il suo stato di salute, devono essere analizzati nel loro complesso, integrando differenti aspetti.

Secondo il modello bio-psico-sociale, la salute ed il benessere sono l’esito dell’integrazione di buone condizioni fisiche (aspetto biologico), di buone condizioni psicologiche e di buone competenze sociali.

Prima di Engel (psichiatria statunitense ad introdurre il metodo) il concetto di salute era associato all’assenza di una patologia, oggi si traduce nella presenza di fattori positivi relativi agli ambiti che devono integrarsi tra loro, e noi crediamo fortemente che la presenza degli animali e di un ambiente sereno creino le basi vincenti per un percorso di riconquista del benessere psicofisico.

Inoltre questa visione sottolinea come l’obiettivo non sia più curare un disagio o una patologia (o non solo), quanto più promuovere e potenziare le risorse ed i punti di forza del soggetto, difatti nelle sedute si cerca di individuare le passioni degli utenti e dargli spazio di crescita. La scelta di introdurre gli animali negli interventi nasce dalla scoperta dei benefici riscontrati dal valore del rapporto uomo-animale. Sono evidenti i benefici sulla salute generale (unità mente corpo); lo sviluppo e l’esercizio delle emozioni positive (empatia); il controllo delle dimensioni negative (ansie, paure, aggressività); sviluppo del legame nella relazione (fiducia)…
Gli animali offrono una gratificante esperienza poiché meno esigenti, più autonomi, semplici nella comunicazione emotiva e tolleranti nei confronti di comportamenti inadeguati subiti.

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